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L'uso del grafico lineare diretto per la determinazione dei parametri cinetici

 

I grafici esaminati fino ad ora sono alquanto simili l'uno all'altro nel fatto che sono delle conversioni algebriche dell'equazione di Michaelis al fine di ottenere l'equazione di una retta. Il grafico lineare diretto fa un uso differente della tecnica della retta, molto più facile a usare che a spiegare. Perciò la spiegazione verrà data su una pagina differente che potrà essere esaminata a parte, limitando qui l'applicazione della tecnica stessa.


Il grafico di giù è stato costruito a partire dai dati di un enzima ipotetico:

[Substrato] velocità
(senza errore)
4.00 5.0000
10.00 7.1429

Ricordiamo che i valori di Km and Vmax per questo enzima sono 4.00 e 10.00 rispettivamente (entrambi in unità arbitrarie).

Prima si tracciano gli assi come mostrato nel grafico. Si noti che l'asso del substrato è esteso anche nel verso negativo fino al valore uguale alla più grande concentrazione del substrato da essere posto sul grafico. L'asse delle velocità deve essere esteso fino ad un valore alquanto più grande della V max attesa. Le coppie di dati vengono messi sul grafico. Il valore della concenrazione del substrato viene segnato come un punto sul lato negativo dell'asse delle ascisse e il valore della velocità sull'asse delle ordinate. Si noti come non si sia fatto nessun calcolo qui ma che si mettono i dati nudi e crudi sul grafico. Le coppie dei dati vengono uniti da una linea retta che viene estrapolata fino all'area positiva dell'asse delle ascisse. Le altre coppie di punti vengono messi nello stesso modo e si otterrà un grafico del genere:

 

Come si può vedere le rette si intersecano in un punto. L'ascissa di questo punto ci dà il valore della Km, mentre l'ordinata ci dà il valore della Vmax.

Come si può notare dal grafico complessivo ottenuto, tutte le rette si intersecano in uno stesso punto che ci dà il valore reale dei parametri cinetici. Si rammenti che qui sono stati usati i dati ideali, privi di errore sperimentale. Come si comporta questa tecnica se si usano dati reali dove l'errore è sempre presente? Questo è l'argomento della prossima pagina.

 

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